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Perchè non capisci il mio espatrio?

Perché non vengono capite scelte diverse dal solito “posto fisso”? Preparati, post polemico e molto pepato….

“Voi ridete di me perché sono diverso, io rido di voi perché siete tutti uguali” Jonathan Davis

Non capisco che male c’è se qualcuno molla tutto e fa qualcosa di diverso.

E’ quello che ho sempre odiato delle persone italiane: se esci dagli schemi e fai qualcosa che non è “approvato dalla comunità” sei subito marchiato, additato, criticato e giudicato. Ahimè è un comportamento tipico del belpaese! Ovvio, gente cattiva ed invidiosa la trovi in tutto il mondo, ma non in questa quantità! Ho trovato più solidarietà ed aiuto nei paesi ospitanti che nel paese nel quale sono nata.

E poi mi chiedono se tiferò Italia per questi europei. CERTO CHE NO!

Veniamo al dunque.

Tempo fa mi contattò una giornalista de “Il Fatto Quotidiano” chiedendomi di rispondere a qualche domanda per la sua rubrica “Cervelli in Fuga”. Che dire, mi sono sentita onorata, anche se non mi sento un cervello in fuga, bensì un cuore fuggitivo!

Il giorno che è stata pubblicata, un mese e mezzo fa, sono stata mitragliata da cattiverie gratuite: “Questo articolo non ha alcun senso! La signorina vorrebbe cementificare FIRENZE??!! ma ringraziamo iddio che non e’ cambiata… Articolo piu’ inutile di una forchetta data in mano ad un cinese. LoL” oppure “Scusate la volgarità ma secondo me il problema di questa è che in Italia non se la tromba nessuno!”

Forse nell’intervista non è ben chiaro il punto al quale volevo arrivare, che fare la cameriera (all’epoca delle domande ancora lo ero), sarebbe servito come trampolino di lancio per qualcosa di meglio (come infatti si è verificato). A parte non ho nessun diploma, ma solo un attestato (per un corso durato tre settimane…), e determinate cose sono state travisate, tanto per farmi passare decisamente sotto un’altra luce…

Ma comunque sia, perché tutta questa cattiveria gratuita? Perché questa invidia? Per fortuna c’è stato qualcuno che mi ha difesa, qualcuno con un’apertura mentale un po’ più ampia dei tizi di cui sopra. Ma soprattutto:

ANCHE FOSSE, CHI SIETE VOI PER GIUDICARE LE SCELTE DI VITA DI UNA PERSONA? Potete condividerle o no, ma non certo giudicare! E se, dopo una vita passata in ufficio fra numeri e fogli, avessi trovato il mio elemento fra i tavoli di un ristorante? Mi spiegate a voi CHE CAZZO VE NE FREGA? Al contrario dell’Italia, si può fare carriera anche in un ristorante, se ti dai da fare arrivi in poco tempo un manager, solo con i propri meriti, senza essere “figlio di” o “raccomandato da”. Ringrazio me stessa per essermi levata da quella realtà! Che schifo! Che pena!

Rido di tutte le persone che stupide e “piccole” che non fanno altro che giudicare gli altri, che si mettono sempre al di sopra e non fanno altro che criticare chi non la pensa come loro.

Per adesso sta andando tutto secondo i piani, anche se ho avuto momenti di stop, rallentamenti, sconforto e paura. Chissà cosa mi riserverà il futuro, se perderò il lavoro, se fallirò totalmente qui in UK e dovrò tornare in Italia..

Comunque vada sarò fiera di averci provato, di aver sfidato me stessa e le convenzioni per avere qualcosa di più; se non rischi non avrai mai quello che vuoi!

Sapete che si dice delle persone che non sbagliano mai?

testo dell’intervista

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38 thoughts on “Perchè non capisci il mio espatrio?

  1. Allora te le sei presa per quell’articolo! Mi pareva strano che potessi liquidare tutto con un “non mi metto certo a litigare”. Avendo fatto io la tua stessa esperienza ed avendo costruito la mia vita e carriera qui in UK partendo da Caffe’ Nero non posso che essere solidale con te. Onestamente mi chiedo anche io come possa esserci cosi’ tanta invidia per quelli che se ne vanno da spingere alcune persone ad offendere personalmente. Se investissero il tempo che sprecano per scrivere quelle 4 idiozie a chiedersi il perche’ la gente decide di emigrare, credo che gli si aprirebbe un mondo. Sono comunque tutti “leoni da tastiera”, non ti preoccupare 🙂
    Si potrebbe anche citare Esopo se non fosse che chi ti ha accusata ed offesa, di sicuro, una volpe non e’.
    Saluti

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    1. ciao! Non avevo voglia di litigare, perché erano troppi. Ho “covato” questa cosa per un po’ e poi ho risposto. Questo è un atteggiamento tipico italiano. All’estero non ho mai trovato niente di simile. Questo è stato uno dei motivi che mi ha spinto ad andare via. “leoni da tastiera” è la definizione giusta! Quelli che parlano tanto e non sono mai usciti dalla città dove vivono.
      Che restino nelle loro stanze a sparare sentenze, noi abbiamo una vita da vivere! 😉
      Anche te sei partito dalla ristorazione. Era quello che volevo dire anch’io (anche la giornalista ci ha messo il suo!), avevo trovato il mio punto di partenza ed ero pronta a spiccare il volo. Ma che vuoi che ne sanno quelli! Grazie per la tua solidarietà! L’ho apprezzata tanto!

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      1. Io dalla “ristorazione” ci sono partito perche’ avevo finito i soldi e non potevo piu’ aspettare di trovare un lavoro 😀
        La rubrica dei cervelli in fuga sul Fatto la leggo soprattutto (masochisticamente) per i commenti ed ogni volta ci trovo le solite 4 idiozie anche se dette da persone diverse. E’ quasi incredibile come la gente si affanni a dire la propria pur non avendo niente di intelligente e costruttivo da dire. Nel tuo caso mi sono girate proprio le scatole (sara’ per la comunanza delle nostre esperienze) e mi aveva lasciato allibito il fatto che tu non sembrassi nemmeno scocciata per gli insulti. Probabilmente hai fatto bene a farla stemperare un po’. Io mi sarei buttato nella mischia e avrei litigato con tutti, passando dalla parte del torte e facendo pure la figura del coglione. 😛

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      2. e’ successo lo stesso anche a me! stavo finendo i soldi e ho cercato come cameriera. Non ho voluto rispondere subito perché non volevo mettermi al loro pari. Ho aspettato un pochino, ho lasciato calmare la cosa e poi ho scritto “a palle ferme” (come si dice dalle mie parti). Non ero così scioccata perché conosco i miei polli, e in parte me l’ero aspettata una reazione del genere, ma non così tanta cattiveria gratuita! Andiamo avanti per la nostra strada, e lasciamoli nel loro brodo! 😉

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      3. @Cheenoh tempo fa ero anch’io nelle mischie ma onestamente ora mi tengo lontana proprio…. Al primo articolo online circa 4 anni fa uno mi scrisse sotto “ecche’ te ne sei andata nel nord della Scozia per fare la cuoca? Io solo se mi offrivano dirigente di azienda mi sarei mosso” Io mi affannai a rispondere con un commento lunghissimo, anche con immeritata cortesia, che non a tutti interessa dirigere un’azienda (chi se ne frega!) e non tutti hanno gli stessi obiettivi. Le risposte che mi beccai furono pure peggio.
        L’opinione che non c’e’ rimedio all’ignoranza e alla stupidita’ e’ diventata il mio mantra….ed ho smesso di arrabbiarmi e rispondere 😀

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      4. @smerlinchesters hai proprio ragione. Sul sito del Fatto poi non c’e’ gusto visto che i commenti vengono moderati e magari tu scrivi mezz’ora una risposta che poi ti viene rigettata. Certo, quanto ero su Facebook era tutta un’altra cosa. E’ proprio li’ che ho fatto le mie figure piu’ becere, togliendomi anche qualche soddisfazione a dire il vero. 😀
        Cuoca hai detto? Mmmmm

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  2. Spiego in punti, mi è più facile col cellulare…
    Punto 1) l’italiano/a medio/a, a parte qualche eccezione, non capisce la parola ‘esperienza personale’, tutto dev’essere uniformato. Non porti i pantaloni, maglietta e scarpe ultima moda? Sei già taggato perdente e cretino. La diversità in Italia urta sui nervi dell’80% della popolazione, “diverso è brutto”, qualsiasi cosa diverso significhi e ci sarà sempre una folta schiera che ti deriderà per quel motivo.
    2) la maggioranza di chi risponde a qualsiasi cosa sul Fatto Quotidiano non è mai scesa in strada di fronte a casa sua. Per loro l’estero è dalle parti di Saturno… uno dei motivi per cui esimo da leggere, commentare o persino farmi intervistare dal suddetto sito (più o meno è l’equivalente del Daily Fail)
    3) ma se io voglio fare anche la cameriera a vita sono cazzi miei o di chi sceglie tale strada. Se guardo da dove sono venuts già

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    1. ciao Simona! pensavo a te mentre scrivevo questo post. che dire, hai completamente ragione!
      1) diverso è brutto è uno degli assiomi fondamentali della cultura italiana
      2) col senno di poi, avrei detto di no anch’io, ma ho creduto fosse una buona via per farsi conoscere. E per dire la mia!
      3) brava! uno mi ha detto che a Porta a Prato ci sono due ristoranti che cercano camerieri. Sono curiosa di sapere se prendono una che non può più essere apprendista, con regolare contratto.

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      1. Punto 3) chiaramente e’ gente che non cerca lavoro e che si imagina che “foglio fuori del ristorante=opportunita’ di lavoro ottenuta”. Continuo a chiedermi se ci fanno o ci sono…. Non rispondo neppure piu’ ai commenti che trovo al riguardo, praticamente inutile ragionare con decerebrati

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      2. Guarda, un anno fa ci scrissi un post sopra intitolato “The sad inutility of offering a constructive discussion to ignorant people”, palesare i nostri interessi e comunicarli a gente che ha valori differenti o completamente assenti e’ spesso inutile…. Per loro cio’ che descrivi non e’ un postaccio perche’ ci si trovano bene e non hanno i tuoi/nostri problemi, scegliendo di essere ciechi con tutto il resto, e in seconda battuta, anche se avessero visto o fossero emigrati all’estero, avrebbero visto il tutto con occhi differenti e negativamente. Difficile spiegare alla gente chi sei, specie se va contro la moltitudine 😉

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  3. fare la cameriera è già un successo!! E ora odio ufficialmente il mio dannatissimo T9!! Non ti preoccupare Katia, stai andando alla grande e molti ma molto meglio di altri 😉 ti vedo in UK molto a lungo ma se così non fosse… dubito ti rivedrei in Italia!! Baci e abbracci!!!

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      1. immagino! anch’io vorrei fare passo (e far venire loro qua invece che io là), ma mia nonna ha 84 anni e non possono metterla sull’aereo. Le voglio un bene dell’anima, e non vedo l’ora di coccolarla tutta! Poi mia sorella e mia cugina (che amo come una sorella) si sono messe di buzzo bono e mi sfornano due nipoti! =) quindi devo andare a trovare i piccoli quando arrivano! non vedo l’ora!!!!!! =D

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      2. Io ho tanti parenti ma meno legami, non siamo mai stati legati molto, anche perche’…. mica penserai che ho subito torti solo da amici o italiani eh… Dopo essermi sposata, qualcuno ha fatto finta che proprio non esistessi piu’ e io li ricambio con la stessa moneta 😉 anch’io ho un cugino che si sposa e un altro che ha avuto un bimbo ma… tanti Auguri e congratulazioni tramite cartoline 😉

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  4. Volevo aggiungere, dal pc, che quella cretina che si chiama Sandra e che scrive nei commenti e’ una di quelle che vive nella classica ‘bolla’, tipo “la mia vita fa per esempio per tutti” … Ma se in Toscana ci sono piu’ disoccupati che alberi, mio fratello cerca lavoro da 5 anni e mai trovato niente a parte 3-4 mesi, 3 anni fa!! Certa gente e’ nata con solo una cellula cerebrale, per forza che non sono in fuga, arriverebbero forse a Fiesole senza perdersi!!

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  5. Posso essere “brutalmente” sincero Katia?
    Intervista “sbagliata” alla testata sbagliata…sei stata troppo sincera e schietta per il lettore medio (che non va oltre il titolo – succede nel 90% dei casi online).
    Non l’avevo vista prima e molti commenti mi sembrano dettati solo dall’invidia. Io in Italia ho avuto anche esperienza di persone (“intervistate” personalmente da me), magari neo-laureate senza alcuna esperienza che hanno rifiutato un lavoro perché c’era da fare “gavetta” e… “poi la gente cosa pensa di un laureato che non dirige un’azienda al primo impiego?!?”. All’estero, invece, puoi partire da un lavoro come cameriera senza che nessuno ti giudichi e poi riuscire a fare carriera…
    Vai Katia…stay strong! O come diceva il tuo famoso concittadino… “non ragionam di lor, ma guarda e passa…”

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    1. ciao! Lo sai come sono fatta. non riesco a non essere schietta. Ho detto la verità. La giornalista un po’ meno. Ma chi ha mai preso il diploma? Ho fatto un corso con attestato durato tre settimane! hai ragione, gente che pensa che con la laurea ha di diritto posti in alto.
      Ma il problema è anche un altro: all’estero tutti partono dal basso, e se meriti in giro di poco progredisci; in Italia parti dal basso e, se non sei raccomandato o lecchi il culo o passi da sotto qualche scrivania, rimani dove sei. Puoi essere il migliore, ma se non sai come “parlare” resterai sempre dove sei. All’estero, è il lavoro che parla per te.
      Nel mio turno di prova al ristorante, ho rovesciato una birra addosso ad un cliente. Ho pensato “vabbè, non mi prenderanno mai” e invece James, nonostante l’errore, ha visto qualcosa in me, le mie potenzialità e mi ha assunta. Mi sono data da fare, ho imparato a portare i vassoi, i piatti, come servire il vino etc…. Dopo qualche mese James mi ha detto: “vedi Katia, potrei lasciarti il ristorante e andare a farmi una partita di golf, sono sicuro che andrà tutto bene e che i clienti escono di qui contenti. Quando te sei qui, io sono tranquillo! Sei una delle colonne portanti di questo ristorante. grazie!”
      Se succedeva nel ristorante di Porta a Prato di cui sopra, mi avrebbero mandato a casa urlandomi dietro che sono una cretina.
      Ecco la differenza.

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      1. In inglese si direbbe che c’e’ un senso di ‘entitlement’ piuttosto alto tra i commentatori su questo genere di articolo… Anzi, tra gli italiani in generale. Una laurea non ti garantisce un lavoro ne’ ti mettono i ponti d’oro davanti perche’ ne hai una da nessuna parte del mondo…Mi ricordo che una ragazza italiana con piu’ di trent’anni con due lauree in ingegneria, assunta con lavoro dall’Italia, l’aveva a noia che ‘ragazzetti’ piu’ giovani di lei avessero responsabilita’ maggiori di lei e che in fondo ‘non erano ingegneri’. Valle a spiegare che in UK puoi avere un masters in ingegneria a 23 anni e gli albi non esistono… non solo, engineer in UK significa una persona che ha un qualsiasi certificato in engineering, non essenzialmente devi avere una laurea… aveva la ‘bava alla bocca’ dalla rabbia e dire che sta ragazza sputava veleno e si attaccava agli specchi nella conversazione era poco…. Non e’ colpa del Regno Unito se il sistema italiano scolastico fa pena e molti studiano cose inutili… tempo fa mi fu detto ‘perche’ la cultura generale e’ importante, vedi all’estero che cafoni’… eh si’, i commenti che trovi online rispecchiano molto sto trend 😀 😀 😀 (molti scrivono che non sembrano neppure conoscere l’italiano!)

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  6. Katia fregatene sono tutti invidiosi! Quelle sono le persone che nn prendono in mano la loro vita e criticano chi ha più palle di loro! Però in Italia nn siamo tutti così è.. C’è anche chi ti ammira, ti vuole bene e fa il tifo per te anche se in terreno italiano. Purtroppo l’ignoranza è tanta e un po in tutti gli ambiti mica solo questo .. Criticano tanto dal loro divano o appoggiati alla
    Scrivania nascosti da un profilo di un social network a caso, oppure nei bar a parlare di cose sentire ma mai approfondite, ma poi quando c’è da tirare fuori le palle sono i primi a tirarsi indietro.. Più che ignoranza c’è proprio la nn voglia di mettersi in campo di far qualsiasi minima cosa per cambiare le
    Cose (vedi il ‘successo’ dei referendum da noi)! Cavolo una croce devi fare!!!
    Quando si vedono un articolo così come la tua intervista non gli par vero di sfogare la loro rabbia repressa contro chi ha quello che a loro nn sarà mai concesso avere! Solo il coraggio di vivere appieno la vita

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    1. Hai ragione Sa! La gente si scaglia contro chi cerca di farcela… ecco perché tutto va male in Italia! Si giudica e si “sfascia” invece di fare…. che tristezza! Poi lo so che ci sono persone che mi supportano (e sopportano) da una vita… TE sei in cima alla lista! Ormai sei lì da più di 30 anni!!!!! O_O ahahaahahhahaha!!!!! TVTTTB!

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  7. Ni, hanno detto tutto i tuoi lettori qui sopra è condivido in toto i loro commenti! vorrei aggiungere solo una piccola nota: Ti vo in culo e porto 3! E qui è riassunto il mio pensiero! Vai ni!! Stai andando alla grandissima!! 😎💖💖💖😘😘😘

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    1. Katiaaaa!
      ho letto e riletto il forum del fatto quotidiano e son giunto a una triste conclusione,
      qua siamo circondati da stronzi,terribili cervelli che purtroppo la fuga non la faranno mai e continueranno a stare qui a dire fesserie, (una fortuna per il resto d’europa).
      Continua cosi,Grande!!!

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  8. Ciao, ho scoperto questo blog grazie all’articolo del fatto, quei commenti lasciano il tempo che trovano non ho capito se sono dovuti all’invidia o ad altro però una cosa è certa sono lo specchio di un certo tipo di italiani che non guarda al di la del proprio naso, vai avanti senza curati di quello dicono la tua mente è quella di una cittadina del mondo aperta a nuove esperienze e a nuove emozioni cose che persone come loro non vedrà e capirà mai! Io continuerò a seguire le tue avventure in attesa di partire anche io per Londra…..good luck!!

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  9. Ciao Katia!
    Si dice “…l’importante è che se ne parli!”
    E del resto non ti preoccupare, fosse anche solo per un nuovo lettore del tuo blog o per dire “tie” a tutti quelli invidiosi di non essere finiti sul giornale come te!
    L’unica cosa che mi dispiace e che tutti parlano di te come una disoccupata nei commenti di quel giornale, ma tu in Italia avevi un ottimo lavoro, che sicuramente nessuna di quelle persone avrebbe avuto il coraggio di lasciare… Il giornalista ha travisato un po’ le cose e da li secondo me si sono creati ancora più equivoci… Ma ripeto, “non ti curar di loro”…
    Anche questa è una esperienza, no?!
    E poi è il rischio che si corre ad esporre la propria vita al pubblico, ormai sei una VIP!
    Un abbraccio “zia Kate”.

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